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Archivio dell'autore: donecbombulum

Una storia - ma non ho con me quel vecchio libro bordot della Fabbri editore: quindi vado a memoria:

una mattina la vita di un villaggio di campagna assiste a una scena del tutto inusuale: in piazza si presenta un clown che, tutto trafelato, si mette a invocare aiuto in modo scomposto e ridicolo. E' breve la distanza che separa il tendone del circo dal centro cittadino, che il clown ha percorso di gran carriera. "Al fuoco! Al fuoco! Il tendone del circo è in fiamme! AIUTO! A-I-U-T-O!". Fra i presenti a tale scena, alcuni sembrano proprio non farci caso, altri commentano lo spettacolo: non lo trovano affatto divertente. Altri ancora se ne fanno gioco, ed alcuni si prendono persino la briga di cacciarlo a male parole. Ebbene: il messaggio non era affatto una réclame del prossimo spettacolo di acrobati e domatori, né un'assurda capata di un povero clown mentecatto. Nel giro di un'ora le fiamme del circo raggiongeranno la contrada e di là, inesorabilmente, il centro del villaggio.

Questo breve racconto l'ho letto fra le pagine del diario di appunti di Kierkgaard - un'immagine del teologo nella società protestante di danimarca del diciannovesimo secolo. . . Leggerlo è un occasione per riflettere sulla dinamica fondamentale nella comunicazione.

Per entrare nel merito, mi soffermo a considerare tre aspetti dell'immagine: (a) la sua violenza; (b) la sua capacità di sintesi; (c) la sua capacità di mostrare ciò che è celato.

Ecco una prima immagine (a):

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