Forme della Distanza [Ermeneutica]


Posted by Ulrichanders

• A una certa distanza. Si dice spesso che mantenere un atteggiamento distaccato sia garante di serenità interiore. Come questa modalità interiore del distacco interagisce con lo sguardo?

Osservare con distacco vuol dire osservare le cose secondo una prospettiva differente che è la prospettiva muta dell’universalità.

Il punto di vista cambia slittando dal discorso pregiudiziale al silenzio. Dallo sguardo imprigionato nel contesto geopolitico del suo oggetto d’attenzione, allo sguardo che si si distanzia dal logos cui non ha più bisogno di identicarsi.

 

Questa immagine di re Eduardo VII rappresenta il punto di vista coattato nel simbolico che l’ego per sopravvivere alla sua morte necessita di commissionare continuamente al suo prossimo.

Di converso operando sulla distanza fra soggetto e oggetto e annullando il contesto dell’oggetto ritratto otteniamo angolazioni visive come questa.

Questo del fotografo Martin Schoeller (di Obama che è invece visto non possiamo sapere) è un esempio di sguardo distante. [google images search Martin Schoeller]

• Rifiutare Cartesio. Esistono due tipi di conoscenza, una è la conoscenza del particolare, l’altra dell’universale. Una fa parte del discorso di per sé, di quello inscritto per esempio in un libro chiuso nel mentre che non viene letto, l’altra e’ sostanza dell’esperienza e non veicolabile dal discorso. Una è astratta, l’altra concreta. Hegel sostiene che l’opposizione fra conoscenza astratta e conoscenza concreta sia esattamente inversa a come io invece l’ho appena proposta. Ci torno fra un poco ma intanto vi dico che una filosofia coraggiosa oggi dovrebbe rifiutare Cartesio e, all’interno dell’economia del sé, spodestare il logos dalla tirannia della sua posizione di coscienza-soggetto per poterlo così ridurre alla finitudine di oggetto della consapevolezza. Per far ciò non bisogna far altro che distanziar via il pensiero dall’io sciogliendo ogni ultimo laccio di identificazione che abbiamo con esso. La distanza qui non ha perciò carattere quantitativo, significato di spazio intercorrente e, soprattutto, di cesura fra io e logos (completo ripudio). Piuttosto e’ l’esperienza di una nuova qualità. Distanziarsi qui vuole dire l’opposto di stanziarsi. Non stanziarsi come soggetto nel logos ma risituarsi come “io sono” in luogo del cartesiano “io penso”.

[more from Stephan Zirwes]

Le foto di Stephan Zirwes sono per la maggior parte aeree. In questa immagino di vedere la fabbrica del pensiero, metafora della vita psichica del soggetto cosciente secondo un inusuale, distante, angolo prospettico di contemplazione e quindi non vissuta dal suo interno.

H. W. Diamond

• Distanza nulla e contatto. Qualcuno senza fornirvi quest’ultima foto avrebbe pero’ potuto descrivervi dettagliatamente questa persona abbondandone tratti caratteriali, fisici e somatici o aneddoti di vita. Ma il tipo di conoscenza essenziale che si ha di qualcuno guardandolo per la prima volta non e’ di tipo discorsivo ma piuttosto di tipo immediato e perciò, in senso stretto-analitico, infallibile. Infallibile come non lo sono mai le parole. Nella parlata corrente dire “Conosco quella donna” spesso vuol semplicemente significare che quella donna e’ stata già vista in precedenza.

Ma, al contrario di quanto appena asserito, Hegel direbbe che tale intuizione immediata non e’ conoscenza concreta anche se direttamente esperita e direbbe che il soggetto non può cogliere l’essenza di un fenomeno se non mediandolo attraverso la ragione e se non lo fa lo coglie solo (e paradossalmente) in astratto, cioè soltanto nella sua dimensione universale mancandone completamente quella particolare. Perciò per Hegel la concretezza di un fenomeno emerge dalla sua contestualizzazione geostorica. E allora facciamo come consiglia il maggior filosofo occidentale e raccogliamo informazioni su questa donna ritratta. Scopriamo allora che e’ una internata di un ospedale psichiatrico del XIX secolo fotografata da Hugh Welch Diamond.

Torniamo a osservare la donna per capire se adesso l’esperienza della sua essenza avuta prima sia ancora vera per noi e se abbiamo ora guadagnato uno sguardo più a contatto con l’oggetto del nostro vedere grazie al coinvolgimento diretto e mediatore dei nostri ragionamenti pregiudiziali.

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